La “Caravaggio Experience” ed il feticismo digitale strumentalizzato

Approda a Rimini la “Caravaggio Experience” dal 24 marzo al 22 luglio.

 

La domanda è: di cosa si tratta?..Come mai un nome così folgorante, per un evento dove nulla, mai toccato da Michelangelo Merisi, nessun atomo che abbia mai interagito col suo corpo fisico, sarà presentato? Nemmeno il sano feticismo per la materia, qui si parla di feticismo digitale..

Certo, questo ragionamento non rende meno interessante l’iniziativa, ma ne ridicolizza un poco il titolo.

Il discorso non è nuovo, abbiamo avuto modo di visitare la “Van Gogh Alive Experience” a Roma e la “Hieronymus Bosch Visions Alive” a Berlino lo scorso anno, che stanno facendo il giro del mondo insieme con tante altre “mostre artistiche” leggere. Nel 2017 abbiamo, infatti organizzato anche noi la “Bacco Artolini Alive” a Berlino , per accodarci al tristissimo fenomeno multimediale ed il risultato è stato desolante ( per i curiosi foto e sunto: Bacco Artolini Alive).

 

Riportiamo qualche frammento dal sito ufficiale del produttore della mostra” Caravaggio Experience” di Rimini :

“…In totale sono 57 i capolavori dell’artista in cui si potranno immergere i visitatori di Caravaggio Experience, riprodotti attraverso l’uso di 17 proiettori: la combinazione di tecnologie trasmissive e riflessive di tale portata rende il progetto un unicum anche nel panorama delle realizzazioni di videoinstallazioni immersive.

Pur essendo Il concetto di ‘immersione’ utilizzato in malo modo, le informazioni sulla mostra sono esaustive ed è difficile non immaginarsi, prima, ciò che si vedrà. Certo il progetto rispetta il filone delle nuove “mostre esperenziali” multimediali, e pertanto si può riconoscere una certa originalità – viste anche le musiche d’accompagnamento  composte da Stefano Saletti e l’accompagnamento olfattivo curato da l’Officina Profumo  Farmaceutica di Santa Maria Novella- ma l’individuo Michelangelo Merisi, detto Caravaggio, che dà il nome all’esperienza, cosa c’entra col titolo di tutto ciò ? Il suo nome sembra essere completamente strumentalizzato.

Sicuramente Caravaggio, è uno dei pochi artisti, ad assicurare un buon esito d’affluenza, pur trasportando ed esponendo solo il suo nome ( insieme a Van Gogh, Bosh, Dalì, Picasso e pochi altri..). Ma buono per chi e per cosa?

“..Una vera e propria esperienza culturale che fa tappa a Rimini dopo aver visitato Roma, Torino e Città del Messico: grazie al Gruppo Maggioli, Rimini può così vantare un altro appuntamento artistico di alto livello oltre alla Biennale del Disegno con cui, non a caso, Caravaggio Experience collabora e di cui il Gruppo Maggioli è partner..”

“..L’obiettivo consiste nel dare la possibilità di osservare e conoscere in profondità l’opera di Caravaggio, attraverso un flusso di emozioni frutto di un puro godimento sensoriale che allo stesso tempo contribuisce ad avvicinare il pubblico, più e meno esperto, ai suoi lavori in modo assolutamente nuovo. Alla base del progetto c’è infatti una precisa volontà divulgativa, in cui l’uso della terza dimensione e delle soluzioni grafiche guidano progressivamente lo spettatore attraverso i processi creativi dell’artista.”

E’ difficile prendere seriamente le frasi “..Una vera e propria esperienza culturale..” e ” ..appuntamento artistico di alto livello..” ( per non parlare di “..attraverso un flusso di emozioni frutto di un puro godimento sensoriale ..” ); non perchè il tutto non lo sia -anzi ci sono eventi meno culturali di questo – ma la ridondanza delle parole sembra un gioco di convincimento; un infantile strumento del marketing, per attrarre il pubblico non del tutto convinto dell’utilità culturale di questo filone (o per motivare quello già convinto).

Concludiamo con un suggerimento:

il costo della “Caravaggio Experience” di Rimini, esperienza multimediale è di € 12,00 (INTERO) dove i dipinti saranno mostrati solo digitalmente.

Poco vicino, nei musei San Domenico di Forlì, è in scena “L’Eterno e il Tempo. Tra Michelangelo e Caravaggio” mostra fisica al prezzo di € 12,00 ( INTERO).

In questa seconda mostra, sono presenti fisicamente 3 opere  di Caravaggio ( ‘La Madonna dei pellegrini’, ‘Il sacrificio di Isacco’ ed ‘Il fanciullo morso dal ramarro’) che  giustificano il costo del biglietto.

Pertanto il consiglio è quello di visitare quantomeno prima “L’Eterno e il Tempo. Tra Michelangelo e Caravaggio” poi decidere come investire i prossimi € 12,00..

 

 

 

6 thoughts on “La “Caravaggio Experience” ed il feticismo digitale strumentalizzato

  1. L’arte é un gioco? Non staremo prendendo tutta questa storia dell’arte un po’ troppo seriamente?

  2. Forse l’arte è davvero ovunque e la “morte” della tela lascia spazio a nuove ricerche, nuove domande. Ogni esperienza, anche la più meravigliosa per sua natura deve arrivare ad una fine, una morte.
    Se ci accostassimo all’arte come ad un gioco ,anziché seriamente, allora forse guarderemmo a questi nuovi modi di fare arte o marketing che sia con un sorriso e magari ci faremmo un risata.
    Nelle tue parole a volte percepisco un atteggiamento serio, austero verso l’arte.
    Per questo ti ho chiesto se pensi che arte e gioco possano non solo coesistere, ma far parte della stessa unica esperienza.

  3. Capito.. E grazie.. L’atteggiamento serioso è utile a volte per condensare ed attirare l’attenzione.. E quando lo sono davvero, è nei confronti del fruitore ( includo me) e della sua pigrizia, che compromette il flusso culturale. Per il resto penso che l’arte sia gioco, sia una candida bugia che si nutre, evidentemente, di candidi fruitori. La risata è una scelta forse, una scelta comunicativa o difensiva.

    Parlando della Caravaggio Experience, per esempio; come mi consigli di sorriderne?
    ( grazie ancora per l’intervento costruttivo)

  4. Ti seguo Bacco e quel che dici mi riporta dritto a me stesso.
    Pensi che la pigrizia possa compromettere il flusso culturale?
    E se fosse parte integrante di quel flusso, di quel continuo alternarsi di consapevolezza e inconsapevolezza che è la vita, se fosse proprio quella pigrizia a dar vita al desiderio di profondità e vastità.
    Per quanto riguarda la Caravaggio Experience: anche io faccio fatica a riderci su e a volte mi è difficile trovare ragioni per farlo, ma se al mattino appena prendo coscienza del mio corpo riesco a visualizzare l’esistenza come ad un grande gioco, a quel punto la Caravaggio Experience diventa motivo per farsi una grassa risata in più e lasciarsi andare a questa incoerente danza che è la vita.

    Grazie per questo scambio

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