Il seguente articolo è un vaneggiamento del tutto soggettivo su un tema a me caro ultimamente: il panneggio e la sua rappresentazione .

Il panneggio abbraccia sia la carne che il verbo. Come mosso da un’essenza viva, esiste discreto, in dinamica staticità. Leggi universali intrecciano il suo alfabeto sconosciuto di: increspature, pieghe, drappeggi e nodi.

Ogni smorfia del panno è un’affascinante trattato di casualità, ogni piega del drappo dialoga con la forza di gravità corteggiandola fino al suolo.

I primordiali graffiti sulle cavernose pareti uterine, sono assorbiti dal panneggio, come pulviscolo stellare.

Come s’intende dalle prime frasi sconnesse di questo articolo, ultimamente Il panneggio è un’ ossessione; disperato attaccamento alla materia che riflette in sé l’effimera luminosità d’un istante. Nelle deposizioni rinascimentali, immagino il pianto degli angeli per il panno, partecipi del suo abbandono fiducioso alla forza di gravità. Le madonne e tutti i santi, nel sudario lacrimoso d’un istante, si librano in volo, attraversando i cavernosi orifizi del panno raggiungono il firmamento.

Il potenziale d’un panneggiamento provoca in me vertigini ed ebbrezza. Un lenzuolo lanciato a terra, afferma tutte le altre insondabili possibilità, afferma lo spazio vuoto attorno, afferma l’eternità. Rappresentando un panneggio si entra inesorabilmente in contatto con l’eternità: un panneggio incarna il tessuto dell’eternità.

Le proprietà dialettiche del panneggio sono immense ed io rifletto sulla mia tecnica, che non è sufficiente a valorizzarle. Perciò sono costretto ad errare per territori digitali ed elaborare, artifici espressivi, che permettano all’ interiorità di sentirsi un poco più elastica.

Il dipinto “Cristo dolente” di Bramantino(1465-1530), sul quale sono intervenuto digitalmente ( e con poca umiltà), colpisce per la straziante bellezza del panneggio e del viso; in un goffo tentativo, isolo il vestito per ascoltarne le note. Il suo andamento è soave, allegro ma non troppo, tutto conduce alla ferita, al gesto innaturale eppure creativo. Il ritmo con le sue pause: intonata melodia per uno stridente ghigno materno.

408VISO-THYSSEN- 6.

Intervention by Bacco Artolini on: “Cristo dolente” Bramantino (1490)  Thyssen-Bornemisza museum in Madrid.

 

 

 

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