Renzo Destini: Cronache del destino 2

Cronache del Destino 2

Regolari geometrie scandiscono il paesaggio, rilievi squadrati si organizzano in un preciso schema di infiniti frattali.

Ovunque rivolgo lo sguardo, altro non vedo che ordine.

Tutto è in armonia: ogni cosa si trova proprio dove dovrebbe essere. Pare la perfezione, la conclusione di ogni problema…eppure qualcosa che non riesco bene a cogliere disturba questa percezione.

“Le terre rare della ragionevolezza” – mi illustra la piccola figura presentatasi al mio arrivo. “L’essere umano ha perso la consapevolezza della propria ragione. Tra chi dice di ragionare, sono veramente pochi coloro che lo fanno veramente”

Le parole distolgono la mia attenzione dal tetris geomorfologico che caratterizza questo strano paesaggio, portandomi al dialogo…”come può un ragionamento non essere tale? D’altronde è sempre frutto dell’interazione dell’esperienza con gli strumenti percettivi?”

Il volto della piccola sagoma ricerca il mio sguardo roteando il capo su di un cerchio orizzontale mosso da ingranaggi tra loro indipendenti, senza alcuna minima perturbazione delle altri parti del corpo…non poteva trattarsi di materia umana: “eppure qualcosa ti turba…osservando cotanto rigore dovresti sentirti estremamente sicuro e sollevato; ma non è così. O sbaglio?”

Facendo un passo, mi abbasso a raccogliere un campione di questo strano suolo; lo osservo da vicino e ciò che vedo sul mio palmo sono tantissime figure euclidee dalle frequenza ripetitive.

“Forse la perfezione è tale solo per chi riconosce l’imperfezione… e l’imperfezione è elemento esperienziale  soggettivo. La perfezione è percepita nel microcosmo di un singolo individuo. Un microcosmo con leggi proprie, ma che nulla ha a che vedere con l’armonia universale.”

Con movimento meccanico, la strana figura rimuove gli occhiali dal proprio volto. Ne osservo gli occhi: una linea spezzata chiusa crea un labirinto compatto e concentrico nelle vitree pupille

“Un ragionamento ha senso nella logica di chi la crea. L’Essere Umano ha perso tale cognizione, portando la propria fiducia nei modelli…l’essere umano ha rotto il frattale universale.”

Quelle geometrie, le nostre geometrie, altro non possono essere che strumento per leggere e comprendere l’universo. Un universo geometrico, ma non statico.

Durer-Melancholia.detail (1514)

intervention by Bacco Artolini on detail “Melancolia” Albrecht Durer ( 1514)

Ecco forse la ragione di quel disturbo: La mente umana è solita a percepire gli schemi, non tanto i flussi. Eppure i flussi rendono vive le geometrie. La percezione del movimento delle geometrie del microcosmo umano sono considerate nel limite esperienziale, quindi non assoluto…l’assoluto è il flusso universale: stesse geometrie, ma differente percezione del flusso.

“Come è possibile ritrovare il ritmo di quel flusso armonizzante?” – chiedo incoscientemente alla piccola figura.

“Itterbio ti ha fornito un primo indizio di questo percorso. Le sue geometrie sono reale espressione della  razionalità, una razionalità alle volte necessaria alla comprensione, ma che turba l’animo del profondo. Raccogli i Suoli dei luoghi che incontrerai e potrai creare una nuova materia percettiva.”

L’oscurità cala violentemente su Itterbio e le geometrie divengono ombre dalle forme sempre meno regolari e dai contorni sempre meno netti.

La stella  fonte luminosa del pianeta, non è più in grado di esprimere la propria magnitudine.

La grande massa è tornata…la stessa massa che mi ha portato su Itterbio risparmiandomi, questa volta sembra proseguire senza pietà.

La collisione è inevitabile… Itterbio distrutto e le geometrie deformate

…continua

 

Renzo Destini                                                                                       17-12-18

 

 

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