Renzo Destini: il Suicidio

Il Suicidio, tra coraggio, codardia e follia

Rinchiusi nella fortezza delle nostre disperazioni, non troviamo scappatoie, cunicoli, segrete in cui poter riporre la nostra via di salvezza. Tutto è buio, ma le voci dei tormenti sono sempre più accese ed arrovellano i nostri sensi fino a saturarli di rassegnazione. Ed ecco che una via si apre…una via che non è percepibile all’interno della nostra prigione, una via completamente nuova e che non si interessa di muri e confini…quella via è la fine dell’esistenza all’interno di quella stanza, ormai divenuta angusta.

Togliersi la vita è un atto di estremo coraggio, in quanto l’intenzione diviene più potente di ogni forma di barriera comportamentale volta alla sopravvivenza dell’individuo. Supera l’ego e lo distrugge, rendendolo effimero e denudandolo della sua apparente potenza.

fiori Van Gogh- un paio di scarpe ( 1888 circa)

Intervento di Bacco Artolini su “paio di scarpe” Van Gogh (1889) e ” Gli Iris” Van Gogh (1888)

Togliersi la vita è un atto di codardia: la via di fuga c’è ed esiste, ma i demoni ci confondono rendendoci ciechi e impotenti. La via per fuggire dalla prigione non è solo speranza, ma pura Materia Esistenziale; eppure non la vediamo, convincendoci che l’unica soluzione è la via della morte.

Il suicidio è follia, nel senso di gesto irrazionale; il suicida è razionalmente convinto di quanto sta per realizzare, ma allo stesso tempo non può comprendere la conseguenza dell’atto. Un salto nel vuoto, avvolti da leggiadre ali di dittero di un’oscura Afrodite, emersa da un oceano di “emptità”. Diverso è il suicidio mosso dalla pazzia, involuzione della follia, che rimuove ogni forma di capacità razionale nel processo decisionale.

Il risultato è comunque lo stesso: un abbandono del costruito in questa realtà. Un abbandono che ci vedrà prima o poi tutti coinvolti.

Vale la pena anticipare questo processo?

Dalla via del suicidio non si torna mai indietro…no, questo non credo. Come le Geometrie Universali si incontrano in complementarietà cicliche, così i nostri demoni si risvegliano per tormentarci dopo anche lunghi sonni di pace apparente. Quegli stessi demoni, sono in realtà nostri alleati e validi indicatori dello stato della nostra esistenza. Quando ritornano, dobbiamo capire il perché del loro ritorno. Se saremo in grado di comprenderlo, saremo sempre più vicini alla salvezza all’interno di questo Universo duale.

Non si giudica chi si toglie la vita, ma più si ha tempo di sperimentare la propria esistenza e più si alimenta quell’impronta nello Spazio-Tempo, necessaria a garantire il funzionamento dell’Universo.

Visione:

Un cappio appeso ad un albero in uno sfondo di grigiore umido, dondola come se fosse stato appena utilizzato…mi avvicino per fermarne il moto pendolare e osservare il nodo…mi concentro sullo spazio tra i confini della corda ormai consunta…scorgo un bimbo alla ricerca di un raro quadrifoglio in un immenso campo fiorito.

 

Renzo Destini                                                                                          02/11/2018

3 thoughts on “Renzo Destini: il Suicidio

  1. “Rinchiusi nella fortezza delle nostre disperazioni, non troviamo scappatoie, cunicoli, segrete in cui poter riporre la nostra via di salvezza.”
    Ma esiste una via di salvezza? Fin quando le riflessioni si fondano sul reale, o almeno su quello che Destini percepisce per tale, la sua logica fa pochissime grinze. Ma quando si riferisce all’immaginario di un futuro sconosciuto, le sue riflessioni si confondono con quelle che costruiscono le trame dei romanzi che narrano di mondi alieni. Ma prendiamoci il buono che c’è e scartiamo l’irreale che non sembra condurci ragionevolmente oltre la morte, oltre la fine del reale.
    E comunque non è sempre vero che il suicidio si ponga nello spartiacque tra coraggio e follia (il coraggio non è forse una forma di follia?). Può essere commesso come un gesto consapevole, un gesto che sottolinea la libertà dell’uomo di decidere (al posto di un cieco caso o destino) il quando e il come.

  2. Ciao Marcello, innanzitutto: Renzo Destini è uno sconosciuto che mi scrive email (per me) interessanti, creando immagini ispirate le pubblico quì nel sito. Dal mio (modesto) punto di vista, trovo le parole di Renzo a volte un pò deliranti – in questo articolo meno- ma tracciano spesso interessanti collegamenti. Commentando il tuo pensiero: probabilmente il coraggio è una forma di follia.. ma dovremmo forse cercare una definizione comune di “follia” prima.. Il tema del Suicidio disegna un confine, un confine invalicabile dalla nostra capacità di previsione..Sarebbe bello continuare questo dialogo..una ricerca insensata predestinata al fallimento.. contatto Renzo, gli passo il link del tuo commento. A presto

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out /  Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out /  Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out /  Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out /  Change )

Connecting to %s