La Donna Pavone

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Il manto interiore calpestato,svuotato e ridotto a reggi-smartphone. Un corpo femminile nell’insicurezza delle sue fondamenta, nell’indecisione delle sue maschere. Accettazione sociale numerata e bramata come perle di un rosario, come mantra di una preghiera.

“Sempre più il monitor ad immaginare e l’immagine a monitorare. Un futuro di gente inabile ad amarsi ed essere amata; piena di segni sulla pelle ma priva di sogni sul cuore.
Un futuro di profili aperti come gambe e di gambe chiuse come profili.
Donne sempre più nude nell’altra dimensione, sempre più calde, sempre più sociali.. ma fredde e ricurve, in giro, per le strade.
Le paure così grandi e potenti, gonfiate e cristallizzate dal silicone.
Primati che calpestano l’infinito, alimentando la propria angoscia nella compulsione di un pollice opponibile.
Il futuro sembra, davvero, promettere questo..
.. Grazie al cielo, il futuro non esiste. “Bacco Artolini

“Avete mai pensato qual’è l’origine del vanitoso compiacimento che porta l’approvazione altri? Vi siete mai chiesti di che miseria vive, o perché ne avete bisogno? Che cosa pensate vi manchi per riequilibrare il vostro intimo? D’altra parte invece, avete mai avuto l’impressione di aver perso di vista la vostra vera natura tra la fitta foresta della vostra anima? Sicuramente lei è li che dinoccola agile e possente tra gli alberi. Voi non la vedete, ma lei vi guarda e vede che fate di tutto per tenervi lontani da quella foresta; perché di un animale indomito e libero l’uomo ha sempre paura. Qualsiasi natura, perfino la propria, l’uomo o la donna preferisce addomesticarla, preferibilmente morta. Magari bell’esposta sul pavimento del suo salotto dove è solita dare ricevimenti di amici per poi prendere il thè assieme una volta, e forse un’altra e poi un’altra volta ancora con quella monotonia e quella vacuità che caratterizza il ripetersi eterno delle mondanità. Se questa donna, con un colpo d’occhio, potesse mirare la completa lunghezza della sua vita, allora di sicuro maledirebbe da sola la follia con cui ha ripetuto instancabilmente, con sorda abitudine, gli stessi gesti per tutta la sua fulminea esistenza. Ed ora invece eccola li, in mezzo alla gente, tutta vivace e ghirigori che calpesta ciò che ormai, addomesticata e stinta, è solo l’ombra del ricordo della sua natura. Ogni tanto scruta maliziosamente i suoi ospiti davanti e dietro quasi avesse due teste “perché alle volte di teste ne vengono due”. E forse solo ora, compiaciuta della sua vanità soddisfatta e del suo essere approvata da molti, forse solo ora il suo intimo è tranquillo. Ma quanto durerà? Cosa gli rimarrà una volta finito questo momento? Quante volte dovrà ancora straziare e tradire la propria anima per un altro di questi intangibili momenti?”.

Profondo pensiero scritto da : Anonimo

 

Technical info:

Title: “La donna Pavone”

Technique: Acrylic on canvas

Size: 120×80 cm

Year: 2015

Price: 350

 

 

 

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